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Marta Camposana, 33 anni, pisana, attivista NoTav denuncia le violenze che avrebbe subito dai poliziotti la scorsa notte durante gli scontri in Val di Susa.
"Da quando mi hanno fermata a quando mi hanno portata all'interno del cantiere sono stati dieci minuti di follia. Ho ricevuto una manganellata in faccia, mi hanno toccata nelle parti intime e mi hanno insultata". A parlare, durante la conferenza stampa organizzata dal movimento No Tav a Susa (Torino), è Marta Camposana, attivista pisana di 33 anni che è stata denunciata per resistenza.
"Le forze dell'ordine - ha raccontato - ci hanno chiusi con due cariche e bersagliati con una pioggia di lacrimogeni. Poi sono stata colpita da una manganellata alle spalle e trascinata a terra. Una volta nel cantiere ho detto che avevo bisogno di un medico, ma mi hanno nuovamente insultata e portata al pronto soccorso soltanto quattro ore dopo, alla fine delle procedure in questura, dove mi hanno denunciata solo perché avevo del Maalox e dei limoni per contrastare i lacrimogeni".
"Gli arrestati della scorsa notte sono degli eroi", ha sostenuto poi Nicoletta Dosio, portavoce del movimento No Tav, durante la conferenza stampa successiva agli scontri al cantiere di Chiomonte. "Ero presente anche io - ha aggiunto - e le forze dell'ordine hanno sparato lacrimogeni ad altezza d'uomo anche sulla gente che defluiva. E' stata usata violenza inaudita. Oggi siamo qui per dire basta". Secondo Dosio, i pubblici ministeri Andrea Padalino e Antonio Rinaudo erano presenti all'interno del cantiere "soltanto per convalidare arresti già decisi".
huffingtonpost 20 luglio 2013
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