sabato 20 luglio 2013

pazzia

Foggia, studentessa accoglie ghanese in casa, lui la perseguita, arrestato

Appiadue Samuele Boamah (statoquotidiano)
Foggia – APPIADU Samuel Boamah, cittadino ghanese 20enne regolarmente presente sul territorio nazionale, è stato arrestato dai Carabinieri in flagranza di reato perché responsabile di “stalking” posto in essere nei confronti di una studentessa universitaria di Foggia.
La ragazza ormai da diversi mesi veniva letteralmente perseguitata dall’extracomunitario con ripetute telefonate anche nel corso della notte, appostamenti sotto la sua abitazione e pedinamenti per strada.
Ieri mattina mentre usciva di casa, notata per l’ennesima volta la presenza dI Appaidu, per timore di essere nuovamente molestata dallo stesso, la ragazza decideva di barricarsi dentro il portone della sua abitazione, contro cui lo stesso iniziava a sferrare violenti pugni e calci, insultandola e minacciandola costringendola a richiedere l’intervento dei Carabinieri i quali sul posto trovavano il ragazzo fermo sotto casa della vittima ancora chiusa all’interno del portone di ingresso dello stabile. I successivi accertamenti permettevano di verificare che quest’ultima, a partire dalllo scorso aprile, presso la Questura di Foggia, aveva già sporto due querele nei confronti di Appiadu, nel corso delle quali riferiva che negli anni scorsi, anche per un sentimento umanitario, visto che si trattava di persona indigente alloggiata presso una comunità di accoglienza, aveva instaurato con lo stesso un rapporto di amicizia, impartendogli lezioni di Italiano e dandogli anche modeste somme di denaro per le piccole esigenze quotidiane.
Successivamente però, a seguito del rifiuto di allacciare una relazione sentimentale, il ragazzo aveva iniziato a perseguitarla, tempestandola con centinaia di telefonate a qualunque ora del giorno della notte, nel corso delle quali la minacciava di morte e la insultava; seguivano appostamenti sotto casa durante i quali si ripetevano le minacce e gli insulti mantenendo lo stesso atteggiamento anche nei confronti dei suoi genitori quando li incontrava. In alcune circostanze la vittima aveva subito dei palpeggiamenti nelle parti intime ma era riuscita a divincolarsi e a scappare. Questa situazione l’aveva costretta a non uscire più di casa da sola e a cambiare il numero di telefono cellulare, senza trarre da ciò grandi benefici, visto che l’ex “amico” si presentava direttamente a casa “attaccandosi” al citofono e chiamando sul telefono fisso, creandole un tale stress che anche il rendimento negli studi ne risentiva. Per quanto denunciato Appiadu veniva tratto in arresto e, dopo le formalità di rito, associato nel carcere di Foggia.
Redazione Stato@riproduzioneriservata

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