mercoledì 14 agosto 2013
quando si ferma questa gente
Solo e senza soldi si impicca
nel rustico che sta ristrutturando
I carabinieri in Bosc Vaud, a Villar Pellice
Torre Pellice, l’uomo di 51 anni
travolto dalle difficoltà economiche
LUISA GIAIMO
TORRE PELLICE
Ha lasciato un biglietto sul tavolo del rustico che stava ristrutturando. Il senso è questo: non ce la faccio più ad andare avanti.
Poi ha agganciato una corda al soffitto, se l’è stretta intorno al collo, è salito su una sedia e si è gettato nel vuoto. Se ne è andato così Tullio Odino, 52 anni, originario di Angrogna, in Val Pellice, ma residente a Torre Pellice. Qualche tempo fa era stato consigliere comunale a Torre Pellice dal 2004 al 2008. Da tempo era in crisi: il lavoro non girava, campava di espedienti, la sua famiglia era andata in frantumi. Ieri non ha più retto.
Nessuno aveva capito che volesse farla finita, raccontano in paese. Però tutti sapevano quanto fosse diventata difficile la sua vita. Si stava separando dalla moglie, con cui aveva un figlio, era tornato a vivere con il padre, a Torre Pellice. Si davano una mano a vicenda: il genitore, vedovo, con una piccola pensione; e il figlio, solo e con un’occupazione sempre più precaria.
Faceva il muratore, Tullio Odino. Lavorava da solo. Ma da qualche tempo erano più i giorni passati a casa che quelli a lavorare in Val Pellice. La crisi aveva colpito anche lui. E lui non ce l’ha più fatta. Da qualche giorno stava facendo alcuni lavoretti a Villar Pellice, in borgata Bosc Vaud. Piccole opere in muratura in un rustico da ristrutturare. È lì che, ieri pomeriggio, si è tolto la vita. Il proprietario della casa l’ha trovato verso le cinque e mezza. Ha subito avvisato i carabinieri e il 118, per cui arrivare è stato tutt’altro che semplice: la borgata è isolata, piuttosto lontana dal centro abitato e la strada non è delle più agevoli.
Sul tavolo c’era il biglietto lasciato per raccontare a tutti perché aveva deciso di chiuderla qui: Tullio Odino non ce la faceva più a campare, il denaro che guadagnava non gli bastava. «In paese tutti sapevano che aveva grossi problemi economici», racconta il sindaco di Torre Pellice Claudio Bertalot. La ditta stava andando in malora, faceva sempre più fatica a pagare i fornitori. Aveva fatto qualche debito. Poca cosa, per quel che è emerso finora: doveva soldi ad alcuni negozianti del paese da cui aveva comprato a credito. Nel frattempo erano arrivate anche la rottura del matrimonio e le pratiche per la separazione. La vita gli era diventata insopportabile. Ma nessuno se n’era accorto.
mm
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